ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Terza lettera aperta al Ministro Nordio

22 luglio 2026
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Fonte Wikimedia Commons / CC BY‑SA 4.0
ABSTRACT

Signor Ministro, con qualche disagio mi accingo a scriverLe per la terza volta, per esprimerLe il mio sconcerto e la mia delusione per l’ultima iniziativa da Lei assunta.

La Sua decisione di dar corso ad un’attività istruttoria finalizzata alla concessione della grazia a Mario Roggero mi sembra un fatto grave, e certamente deve essere apparsa molto grave al Presidente della Repubblica che ha ritenuto opportuno convocarLa subito al Quirinale.

Non mi soffermo sulla circostanza che nella specie manca persino una sentenza definitiva di condanna, non essendo stata ancora depositata la pronunzia della Corte di Cassazione, così come sorvolo sulla titolarità del potere di grazia e sulla valenza meramente tecnica della controfirma ministeriale, in quanto si tratta di principi che Ella ben conosce, anche per esserLe stata garbatamente ricordata dal Capo dello Stato la nota sentenza della Corte costituzionale n. 200 del 2006.

Ciò che a mio avviso rende assolutamente inaccettabile la Sua azione è il contesto nel quale essa deliberatamente si inserisce, quell’allinearsi supinamente e senza indugio al coro di dichiarazioni indignate, di proposte di immediata riforma normativa, di raccolte di firme in favore della grazia ad opera di vari esponenti politici, con l’effetto di legittimare e in qualche misura rafforzare tali sconcertanti iniziative. E ‘l modo ancor m’offende, come Dante fa dire a Francesca da Rimini nel quinto canto dell’Inferno, in una felice sintesi espressiva ripresa da Gustavo Zagrebelsky in una recente intervista.

Apprendo dai media che la Sua decisione ha avuto l’avallo preventivo della premier. Comprendo che rivendicare tale viatico può essere utile sul piano politico, ma per chi crede nei valori costituzionali e nel principio fondamentale della separazione dei poteri e del rispetto delle sentenze dei giudici lo scudo fornito dalla premier non attenua la gravità della Sua iniziativa, ma costituisce un’ulteriore conferma della incapacità dei nostri governanti di riconoscere che la grazia non può mai essere lo strumento per annullare una decisione non gradita.

I miei migliori saluti.

Gabriella Luccioli

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