ISBN 978-88-548-2217-7 ISSN: 2032-5993 Registrazione: 18/09/2009 n.313 presso il Tribunale di Roma

Basta con i “decreti spazza-diritti”!

Basta con i “decreti spazza-diritti”! di Armando Spataro

 E’ stato annunciato un nuovo decreto legge in materia di “ordine e sicurezza pubblica”. Il testo, che ha iniziato a circolare ancor prima dell’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, ha un chiaro sapore elettorale. Ancor una volta non sono note le ragioni di urgenza che potrebbero legittimare la procedura, ma quel che è più grave è che con la sua introduzione si compirebbero scelte strumentali, palesemente incostituzionali e gravemente lesive di diritti fondamentali.

Già con i “pacchetti sicurezza” degli anni 2008/2009 della maggioranza Popolo della Libertà – Lega, l’Italia sembrò aver cambiato pelle: il tema della sicu­rezza, calato sulla paura e insofferenza della gente, era diventato la priorità del nuovo governo, favorendo, come oggi, l’e­stendersi di sentimenti di odio ed intolleranza. “Famiglia Cristiana”, in uno storico editoriale del 15 febbraio 2009, denunciò il clima che si diffondeva nel Paese, definendolo “soffio ringhioso di una politica miope e xenofoba”.

Ma oggi, se possibile, con quest’altro “decreto spazza-diritti”, si profila qualcosa di peggio: si insiste sulla declamata politica dei “porti chiusi” (in sé impraticabile se non in presenza di gravi e specifici rischi per la sicurezza e l’ordine pubblico dello Stato di approdo) e, in base al concetto di “soccorso illegale” (una definizione illogica e lessicalmente contraddittoria, che avrebbe senso giuridico solo in caso di provato accordo criminale tra le ONG ed i trafficanti di migranti), si arriva a prevedere assurde sanzioni pecuniarie al solo scopo di paralizzare l’azione di soccorso dei migranti che coraggiosamente continuano a svolgere le poche organizzazioni non governative ancora in grado di operare in un Mediterraneo sempre più plumbeo.

Si ignora, in tal modo, che proprio sulla base di precisi obblighi internazionali (oltre che di doveri etico-sociali), quelle navi cercano lodevolmente di soccorrere coloro che rischiano la propria vita per sfuggire a guerre e a disperanti condizioni di vita.

Ci troviamo di fronte, invece, ad un progetto di norma che sembra prevedere un divieto di salvataggio con conseguente accettazione del rischio di un maggior numero di morti per annegamento: forse l’anticamera per analoghe sanzioni a carico di chi ospita o sfama i disperati stranieri anche sulla terraferma?

Viene attribuita alle Procure distrettuali la competenza per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: una scelta irragionevole che accentua la centralizzazione del pubblico ministero e sembra scommettere su una sorta di maggiore prevedibilità di decisioni conformi allo spirito di tempi così bui.

Limitando le competenze del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti alle sole finalità di sicurezza della navigazione e di protezione dell’ambiente marino si realizza un’anomala concentrazione di poteri in capo al Ministro dell’Interno (cui viene attribuita la competenza a limitare o vietare il transito e/o la sosta nel mare territoriale qualora sussistano ragioni di ordine e sicurezza pubblica), turbando gravemente i delicati equilibri istituzionali che presidiano le competenze statuali in materia di difesa e sicurezza.

 Nella stessa scia, si pone la scelta di commissariare il Ministero della Giustizia, prevedendo la istituzione di un Commissario straordinario nominato su proposta del Ministro dell’Interno per gestire l'assunzione a termine di 800 persone destinate alla notifica delle migliaia di sentenze oggi ineseguite per la nota carenza di personale amministrativo, in particolare nelle Corti di Appello. Un problema reale, ma sfruttato politicamente per alimentare paure e soffiare sul fuoco dell’insicurezza collettiva. Per di più violando le prerogative costituzionali del Ministro della Giustizia e sostituendosi ai poteri di organizzazione degli uffici giudiziari spettanti ai loro dirigenti, talvolta dimentichi che prima di invocare nuove risorse, avrebbero il dovere di dimostrare che quelle disponibili sono state utilizzate al meglio. 

Non abbiamo alcun bisogno di alterare l'ordinamento giudiziario con simili pericolosissimi vulnus privi di qualsiasi giustificazione  

E’ auspicabile che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Giustizia, entrambi

E’ auspicabile che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed il Ministro della Giustizia, entrambi avvocati, così come tutti i componenti del Governo, sappiano respingere questa ennesima deriva populista che si presta a plurime censure di incostituzionalità, privilegiando il rispetto dei diritti fondamentali delle persone, la divisione dei poteri ed il riparto di competenze nell’ambito dell’Esecutivo.

 

(dal quotidiano “La Repubblica” del 13.5.2019)

   

                                                                                               

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