Maria Grazia Vagliasindi
Ha superato gli orali del concorso di magistratura nel dicembre del 1978 all’età di 24 anni, dopo avere conseguito la laurea in giurisprudenza presso l’Università di Catania con il massimo dei voti e la lode.
Dopo il tirocinio al Tribunale di Catania è stata destinata nel 1980 al Tribunale di Caltanissetta ove ha esercitato funzioni nel settore giudicante penale e, nell’ultimo anno di permanenza in Corte di Assise.
È stata estensore, proprio presso la Corte di Assise di Caltanissetta della I sentenza del processo per l’uccisione del consigliere istruttore del Tribunale di Palermo dott. Rocco Chinnici pubblicata sulla rivista giuridica “il Foro Italiano”.
Nel 1984 è stata trasferita, su sua domanda, alla Pretura del Lavoro di Catania e ha esercitato funzioni di pretore del lavoro sino al 1988 per poi essere destinata al Tribunale di Catania nel settore giudicante.
Moltissime le sentenze civili pubblicate su qualificate riviste giuridiche.
Nel 1998 ha presieduto in Corte di assise il processo a Cosa Nostra catanese ed è stata estensore della sentenza di condanna all’ergastolo dei vertici di Cosa Nostra catanese emessa all’esito di una camera di consiglio durata ben 26 giorni durante i quali la Corte è rimasta nell’aula bunker di Catania Bicocca.
È l’estensore, tra l’altro, nel processo a Cosa Nostra catanese, delle motivazioni delle sentenze di condanna per gli omicidi del giornalista Giuseppe Fava e dell’ispettore di ps Giovanni Lizzio.
È stata consigliera della Corte di Appello di Catania dal 1998 al 2010. In Corte di assise di Appello ha presieduto il maxi processo a Cosa Nostra siracusana e anche altri maxi processi di criminalità organizzata per omicidi di mafia, tra tutti anche quello per l’omicidio della guardia carceraria Bodenza. Per il processo a Cosa Nostra Siracusana la permanenza in camera di consiglio nell’aula Bunker di Catania Bicocca si è protratta per più giorni.
Dal 2010 è stata Presidente del Tribunale del Riesame di Catania che si occupa del controllo in sede di impugnazione di tutte le ordinanze dei Tribunali di Catania, Siracusa, Ragusa e Caltagirone applicative di misure cautelari personali e di quelle in materia di misure patrimoniali dei Tribunali di Catania e Caltagirone. Tra le moltissime ordinanze di cui è stata estensore presso il Tribunale del Riesame quella del caso, di larga risonanza mediatica, del piccolo Lorys, il bimbo della cui uccisione è accusata la madre e di altro caso, parimenti di larga risonanza mediatica, di uxoricidio in danno di Mariella Cimò. Le ordinanze sono state integralmente confermate dalla Corte Suprema di Cassazione e nei successivi giudizi di merito con sentenze definitive.
Costante il suo impegno alla Scuola Superiore della Magistratura come relatrice ai corsi di formazione di magistrati ove ha affrontato, per l’esperienza maturata in entrambi i settori della giurisdizione, sia tematiche di diritto penale che di diritto civile.
Dal giugno del 2017 sino al 16 /1/ 2024 è stata Presidente della Corte di Appello di Caltanissetta, prima donna in Sicilia a ricoprire l’incarico di vertice.
