ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Chi sono i promotori del referendum

Intervento del portavoce dei quindici cittadini che hanno depositato la richiesta di referendum oppositivo alla riforma costituzionale Nordio, alla presentazione dell’ Avvio della campagna del Comitato Società civile per il NO al referendum Costituzionale, Roma, sabato 10 gennaio 2026
13 gennaio 2026
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ABSTRACT

Nella prima intervista che mi è stata fatta, alla domanda su chi è stato a depositare il quesito, ho detto che la mia risposta era la stessa data da Polifemo a chi gli chiedeva da chi fosse stato accecato: nessuno. Ma era un trucco retorico, perché noi quindici in realtà siamo qualcuno, io ad esempio mi chiamo Carlo Guglielmi. Ma abbiamo anche lo stesso desiderio di agire che ha ciascuno di noi qui oggi, e l’aspettativa e la necessità di vivere in un mondo più giusto come ognuno di quelli che sarà chiamato alle urne del referendum. Io credo che quello che è successo dal 22 dicembre ad oggi verrà studiato nelle università. Solo apparentemente si stanno raccogliendo le firme, e non a caso non a caso uso la formula impersonale e non dico che noi stiamo raccogliendo le firme. Sono gli stessi cittadini – con i loro partiti, sindacati ed associazioni – che firmando diventano al contempo promotori al pari dei primi quindici. Ed infatti andando sul sito firmereferendum.giustizia.it si incontra una straordinaria macchina che marcia da sola e minuto dopo minuto segna il crescere della mobilitazione popolare. Io quando sono un po' giù ci vado e resto a contemplare e a vedere crescere i numeri che scorrono come un grande fiume calmo ma inarrestabile. Nel guardarla mi è venuto in mente lo strano Poema di Raymond Queneau che si intitola “Piccola Cosmogonia Portatile” che finisce con l’uomo, un “omuncolo” dice lui (e anche su questo la metafora calza), che costruisce una strana macchina elettronica che compie tre azioni che si ripetono senza sosta: compter, parler, soigner e cioè contare, parlare e sognare (o curare come preferisce dire il traduttore in italiano). Questo fa la nostra macchina: conta ininterrottamente, parla molto meglio di noi. Io più volte in questi giorni ho risposto ai giornalisti che la nostra posizione la potevano ricavare tutta in quel numero che cresceva e cresceva. E poi sogna o meglio ci insegna a sognare. Perché grazie a questa macchina una riforma scritta da una sola persona, mai discussa realmente dal Parlamento e tanto meno nel paese, è uscita dal cassetto dove la tenevano prigioniera. Ed è stato subito chiaro che non si trattava di una riforma della Giustizia come – con una vera e propria truffa delle etichette – veniva raccontata, e tanto meno sulla separazione delle carriere. Ma neppure è una riforma del Csm. E non è neanche solo un attacco alla Magistratura. Ciò che quella macchina contando e parlando ci ha insegnato a capire e poi a sognare è la possibilità e il dovere di far capire a tutti che il reale obiettivo è il diritto che è l’unico metodo che negli ultimi duemila anni è stato creato dall’uomo come alternativa alla violenza e alla legge del più forte. E il riaffacciarsi della guerra lo rende sotto attacco in tutto il mondo. Ma noi lo abbiamo capito e quella macchina miracolosa conta inesorabile tutti quelli che via via lo capiscono, e conta, e conta e parla e sogna. Come sapete il 12 gennaio il Cdm ha deciso la data del Referendum credendo così di rendere vano il lavoro della nostra macchina. Al riguardo non vi dirò ciò che sapete già e cioè che la fissazione della data arriva in insopportabile anticipo rispetto alla previsione dell’art. 138 della Costituzione. E che noi quindici dobbiamo – non è che vogliamo ma proprio dobbiamo nel senso che non dipende da noi ma dalla forza di quelle trecentosessanta mila firme che ci sovradetermina – opporci. Ed invece quello che voglio dire qui è che questo provvedimento del governo arriva non solo troppo presto ma anche troppo tardi. Perché ci siamo svegliati e le firme giungono a migliaia ogni ora. La piccola slavina non è stata fermata in tempo ed è diventata una valanga. Il governo, sin qui fortissimo dall’alto del suo consenso bulgaro, sta reagendo ovviamente con il suo consueto disprezzo, ma per la prima volta emana un odore più acre. Lo sentite anche voi? Sì dai. Cos’è? Ah sì: è paura! Sì paura. Per la prima volta hanno paura. Non di noi, ovvio, che siamo nessuno, ma della macchina che contando e parlando e sognando ci trasforma via via in qualcuno, ognuno e ciascuno. La sfida è difficilissima ma ora si può vincere, sì proprio ora nel senso del 10 gennaio alle ore 10 in via dei Frentani con i comitati, i partiti, le associazioni, i sindacati e i gruppi di cittadinanza attiva tutti insieme sullo stesso palco e nella stessa sala. E nessuno ci potrà fermare fin quando la nostra miracolosa macchina continuerà a contare, parlare, sognare, contare, parlare sognare.

NDR Decisa la data per la consultazione sulla riforma della giustizia (ANSA) - ROMA, 12 GEN - Il Consiglio dei ministri, a quanto si apprende, ha deciso di indicare domenica 22 e lunedì marzo come date del referendum sulla riforma costituzionale della giustizia.( Fonte ANSA2026-01-12T17:08:00+01:00)

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