ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Le 500.000 firme valgono

28 gennaio 2026
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ABSTRACT

Abbiamo presentato ricorso al Tar il 13 gennaio scorso. A quella data avevamo raccolto circa la metà delle firme, e il pericolo che rappresentavamo chiedendo la sospensiva era che i cittadini – a fronte di un referendum già fissato – smettessero di firmare. La nostra vittoria consiste nell’aver constatato che le persone, invece. hanno capito. E il numero delle firme giornaliere, da allora in poi, è più che raddoppiato portandoci a raggiungere la soglia delle 500.000 con dieci giorni di anticipo. Il Tar ha preso atto di questa situazione e pur confermando che la data della consultazione referendaria debba essere il 22 e 23 marzo, in quanto sino a quella data il tempo della campagna referendaria è “idoneo a garantire la partecipazione degli opposti schieramenti", ha ribadito che nessun nostro diritto è precluso dall’emanazione del provvedimento di fissazione emesso il 12 (?) gennaio scorso in quanto tale provvedimento “non osta a che l’Ufficio Centrale possa giudicare della legittimità della richiesta referendaria da noi avanzata e farci così conseguire lo status di comitato promotore ed il connesso diritto”. Insomma il TAR ci ha detto che la risposta data dai numerosissimi cittadini che hanno firmato ci consente di continuare al meglio la nostra campagna elettorale e di aspettare serenamente la decisione dell’Ufficio Centrale per il Referendum della Cassazione. E così faremo nell’assoluto rispetto della decisione assunta.

Comunicato dei promotori della raccolta firme per il referendum: la decisione del tar lazio in tre punti

Abbiamo lanciato una raccolta firme per chiedere il referendum sulla riforma costituzionale della magistratura e in poche settimane abbiamo raggiunto e superato le 500.000 firme grazie a una mobilitazione generale della società civile e delle organizzazioni politiche e sindacali.

Quando ancora era in corso la raccolta, il Governo ha fissato la data della consultazione, e per questo abbiamo presentato ricorso al Tar che si è espresso con la sentenza emessa in data odierna, la quale ha affrontato questioni nuove e complesse, e afferma tre cose fondamentali. La prima è che avevamo tutto il diritto di chiedere l’avvio della raccolta delle firme, perché questo dice la Costituzione. La seconda è che la fissazione della data del voto era necessaria per dare certezza dei tempi della consultazione. La terza è che la data del voto non danneggia l'interesse nostro e degli oltre 500.000 cittadini che hanno firmato la proposta, perché l’Ufficio centrale per il referendum dovrà comunque valutare la nostra richiesta. Insomma, il TAR ci ha detto che la risposta data dai numerosissimi cittadini che hanno firmato ci consente di continuare al meglio la nostra campagna elettorale e di aspettare serenamente la decisione dell'Ufficio Centrale per il Referendum. E così faremo nell'assoluto rispetto della decisione assunta.

 

TAR Lazio, Roma, sez. II-bis, 28 gennaio 2026, n. 374

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