ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma
AUTORE

Giulia Di Giacinto

Avvocata, iscritta all’Ordine degli Avvocati di Roma e abilitata dal 2014. Si occupa da oltre quindici anni di tutela dei diritti fondamentali, diritto dell’immigrazione e dell’asilo e politiche di inclusione. Ha iniziato come consulente legale del Garante dei diritti dei detenuti della Regione Lazio, lavorando nelle carceri e nei Centri di permanenza per il rimpatrio (CPR).

Dal 2012 al 2015 ha lavorato in Sicilia per l’OIM nel progetto Praesidium, nei contesti di sbarco, accoglienza e trattenimento, con particolare attenzione alle vittime di tratta e sfruttamento lavorativo. Dal 2015 al 2025 è stata in UNHCR, dove si è occupata di protezione e monitoraggio del sistema di accoglienza, anche per i minori stranieri non accompagnati. In seguito, ha lavorato con Invitalia a progetti FAMI contro le discriminazioni etnico-razziali promossi da UNAR. Attualmente è consulente legale per l’asilo e l’accoglienza.

È inoltre madre di un’alunna dell’IC Daniele Manin di Roma e fa parte del Comitato Genitori, dell’Associazione Genitori Di Donato e del Consiglio di Istituto della scuola. Collabora, inoltre, con K-city come consulente per le politiche abitative.

Il<span class="mce-nbsp-wrap">&nbsp;</span>d.l. n.<span class="mce-nbsp-wrap">&nbsp;</span>170/2026, un<span class="mce-nbsp-wrap">&nbsp;</span>altro pezzo per<span class="mce-nbsp-wrap">&nbsp;</span>smantellare la<span class="mce-nbsp-wrap">&nbsp;</span>scuola Diritti umani
Diritti umani
Prima togliere l’italiano, poi sanzionarlo: tetto, velo e richiedenti asilo alla prova dell’art. 34 della Costituzione e del Patto europeo sulla migrazione e l’asilo
Il Capo III del d.l. n. 170/2026 introduce un tetto del 30% di alunni con cittadinanza non italiana nelle classi prime, un obbligo linguistico sanzionato per i genitori stranieri e il divieto del volto coperto a scuola. La relazione tecnica dichiara che l’obbligo linguistico è rivolto soprattutto ai richiedenti asilo e ai beneficiari di protezione internazionale: le stesse persone alle quali il decreto Cutro ha tolto i corsi di italiano nei centri di accoglienza, mentre la direttiva (UE) 2024/1346, da recepire entro il 12 giugno 2026, chiede di garantirli.