Gli incontri con i colleghi durante questa campagna elettorale sono stati momenti intensi di scambio e di arricchimento, ma anche banco di prova dei nostri argomenti e della nostra visione del Csm.
Ci siamo trovati di fronte a realtà assai eterogenee per età dei colleghi, dimensioni degli uffici, condizioni di lavoro, ed abbiamo compreso che mai come oggi è necessario coniugare i nostri temi “fondanti” che ruotano intorno alla funzione costituzionale del Csm di tutela indipendenza dei magistrati con quelli delle difficili condizioni di lavoro negli uffici, della crescente burocratizzazione della nostra funzione che valorizza i numeri più della qualità, dell’assenza di risorse, trattandosi di facce della stessa medaglia.
Abbiamo imparato dai colleghi, soprattutto dai più giovani, dalle loro storie ed esperienze, che ci sono uffici in cui l’insostenibilità del carico di lavoro impedisce anche minimi spazi di confronto interno, prima ancora che la partecipazione alla vita associativa, che il Csm è da molti vissuto come un luogo distante ed arcigno, che le circolari sono ritenute poco comprensibili e non funzionali alle esigenze di chi lavora.
Abbiamo sentito fortissima la richiesta di un impegno a rifiutare il correntismo, le logiche clientelari e la vicinanza ai luoghi di potere, a riprova del fatto che la stagione dell’Hotel Champagne resta una ferita ancora aperta e che la fiducia nel nostro autogoverno non è stata ancora riconquistata.
L’attitudine all’ascolto che da sempre caratterizza la nostra partecipazione al dibattito sui temi della magistratura, ci ha consentito di affinare ed arricchire le nostre posizioni iniziali di nuovi argomenti e nuove proposte man mano che incontravamo nuovi colleghi, confermando la nostra convinzione che solo la partecipazione di tutti i magistrati può rendere forte il nostro autogoverno.
Siamo un gruppo di colleghi che sono da sempre impegnati nella tutela del ruolo costituzionale nella magistratura, prima di tutto nel lavoro quotidiano in cui tutti siamo da sempre impegnati. Siamo legati da una storia comune che negli anni ci ha portato a lavorare insieme e a scambiarci idee ed esperienze, a riflettere insieme nella incrollabile convinzione che solo il confronto tra posizioni diverse arricchisce il dibattito e conduce alle soluzioni migliori.
Siamo tutti abituati a sostenere le nostre posizioni con forza e determinazione perché siamo liberi da legami con ogni forma di potere e su questo non siamo disposti a nessuna concessione.
Siamo amici, anche quando non siamo d’accordo, perché ci legano anni di battaglie fatte insieme, di confronti e di momenti di vita comune in cui abbiamo imparato a volerci bene.
E questo tempo intenso passato insieme di viaggi, discorsi, preoccupazioni, entusiasmi, risate e stanchezza, accolti da chi ci ha ospitato, sfamato, accompagnato e sostenuto resterà sempre un’esperienza unica che conferma quanto dalla condivisione di un progetto può trarsi la forza per affrontare un percorso in un periodo di crisi così profonda per i valori e i principi della nostra democrazia.
