ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Pace è promuovere la civiltà del diritto

No alla riforma Nordio
17 marzo 2026
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ABSTRACT

Anche Pax Christi fa parte del Comitato civico nazionale per il No al referendum, ritenendo la pace sorella della democrazia e del diritto. Ne parlava spesso Luigi Bettazzi col nostro Centro studi dove avevamo contatti con Tina Anselmi. Avendo letto i cento e più volumi della Commissione sulla loggia massonica P2, da lei presieduta, ho trovato spesso una proposta simile a quella della riforma Nordio, cioè il Piano di rinascita democratica, sequestrato nel 1982.

Al di là di questo richiamo storico e anche di un motivo pratico-politico che mi porta a dire NO (la riforma Nordio non solo non risolve i problemi della giustizia ma li complica aggiungendo moltiplicazione burocratica, conflittualità istituzionale, spese aggiuntive) c’è un motivo etico-giuridico di fondo.

Siamo davanti a una evidente forzatura. Non si può cambiare la Costituzione in questo modo, a partire dal governo – da qualunque governo – con una proposta bloccata fin dall’inizio, che colpisce sette articoli della Costituzione e stravolge le garanzie democratiche. È un fatto pericolosissimo tanto più oggi nel contesto di una forte erosione della democrazia, a favore di tensioni autocratiche, di uno svuotamento dello stato di diritto, compresa la distruzione del diritto internazionale e delle strutture internazionali legate alle Nazioni Unite, accusate di ogni male, da cui gli Usa e altri non solo si stanno ritirando ma che vogliono bloccare e sostituire con schieramenti di puro potere.

Oggi vediamo capi di stato (come Trump o Putin, Orban, Netanyahu, esponenti islamici e altri) che affermano, ammantandosi di blasfema religiosità, che non hanno bisogno del diritto, perché il diritto è la loro volontà, il loro interesse nazionale o imperiale (o personale). La loro aspirazione a diventare dio onnipotente. Quanto sta dicendo in questi giorni a Roma Pieter Thiel, creatore di Vance, sodale di Trump e dell’oligarchia tecnologica-plutocratica-suprematista-transumanista della Silicon Valley, è di una gravità eccezionale, eversiva di tutta la nostra civiltà (e umanità). Ecco, penso che sia necessario coltivare tenacemente la pace come difesa ed espansione della democrazia, come esercizio di una cittadinanza responsabile, come tutela della dignità della persona, come promozione della civiltà del diritto. Lo dicevamo nell’Arena di pace e giustizia del maggio 2024 con papa Francesco.

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