ISBN 978-88-548-2217-7 ISSN: 2036-5993 Registrazione: 18/09/2009 n.313 presso il Tribunale di Roma

La giustizia italiana vive da anni in una condizione di continua emergenza.

La giustizia italiana vive da anni in una condizione di continua emergenza, tra lungaggini e carenze di organico

di Emanuela Coronica[1]

Il nostro sistema giudiziario presenta numerose criticità e, tra queste, ci sono le numerose carenze di personale nei tribunali. Le conseguenze sono lungaggini processuali, procedimenti a rischio prescrizione e uffici giudiziari allo stremo.

Sommario: 1. Italia maglia nera nell’ue per definizione dei processi e investimenti. 2. Nuove politiche assunzionali. 3. Piante organiche inadeguate e riforma della prescrizione. 4. Le richieste del comitato idonei assistenti giudiziari.

1.Italia maglia nera nell’UEe per definizione dei processi e investimenti

La giustizia italiana vive da anni in una condizione di continua emergenza.

Lungaggini processuali e gravi carenze di personale, rendono il nostro sistema giudiziario lento e poco efficiente. Ce lo ricorda anche la Commissione Europea, la quale non manca di far presente che il nostro Paese è tra gli ultimi per la definizione di procedimenti civili e commerciali e tra quelli dell’Unione Europea che investono meno sulla giustizia.

Ciò non stupisce poiché, per anni, il nostro sistema giudiziario è stato oggetto di politiche di spending review che hanno aggravato la sua condizione.

Alla base di tutto, le notevoli carenze di personale giudiziario e, anche in questo caso, la Commissione Europea ci ricorda che è il nostro Paese deve investire in risorse umane e materiali.

Negli ultimi anni, il Ministero della Giustizia ha cercato di invertire lo stallo nelle politiche di reclutamento imposto dal pluriennale blocco del turn over, disponendo numerose iniziative al fine di incrementare le risorse negli uffici giudiziari, soprattutto, per arginare gli effetti dei vuoti di organico dovuti anche all'aumento dei pensionamenti.

 2.Nuove Politiche Assunzionali

Una prima inversione di rotta è stata registrata nel 2016 con l’indizione del concorso ad 800 posti per il profilo di assistente giudiziario, conclusosi nel 2017 con la pubblicazione di una graduatoria composta da 4.915 persone. L’ultimo concorso per il medesimo profilo si era svolto circa venti anni prima.

Il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari si è costituito nell’ottobre 2017 con l’obiettivo dello scorrimento integrale della graduatoria in considerazione dei numerosi vuoti di organico negli uffici giudiziari ma anche dell’importanza del profilo di assistente giudiziario che rappresenta una figura centrale nell’amministrazione della giustizia ed è considerata la fonte principale dell’attività di una cancelleria perché è soprattutto colui che assiste il magistrato in udienza.

Dei 4.915 idonei che compongono la graduatoria, 3.386 sono entrati già in servizio tra gennaio 2018 e luglio di quest’anno ma ancora non basta perché restano in attesa circa 1.300 persone che, in realtà, sono ancora meno se si considera che tale numero è al netto di rinunce e dimissioni.

Si tratta di assunzioni già programmate, finanziate ed autorizzate da un ambizioso piano assunzionale, sottoscritto dal Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, nel giugno scorso.

La legge di Bilancio 2019, il decreto “Quota 100”, la cosiddetta legge Genova e il DPCM del 20 giugno 2019, consentiranno l'assunzione di 8.661 unità di personale ma anche l’esaurimento integrale della graduatoria degli idonei assistenti giudiziari.

Mancano, però, le tempistiche che, finora, sono sempre state piuttosto incerte e approssimative.

L'esaurimento della graduatoria per il profilo di assistente giudiziario non risolverebbe in un colpo solo i gravi vuoti di organico negli uffici giudiziari ma, di certo, sarebbe una boccata d'ossigeno per tutti quei tribunali che, allo stato attuale, per mancanza di personale, rischiano il blocco di ogni attività amministrativa, complice anche l'inadeguatezza delle piante organiche che dovrebbero essere ampliate.

3.Piante organiche inadeguate e la riforma della prescrizione

La riforma della geografia giudiziaria del 2012, oltre a determinare la chiusura di 31 tribunali, di tutte le sezioni distaccate di Tribunale e il drastico taglio degli Uffici dei Giudici di Pace, allo stesso tempo, ha creato ai tribunali rimasti notevoli disagi organizzativi  incrementando i bacini di utenza senza che questi venissero controbilanciati da un  ampliamento delle dotazioni organiche del personale.

La conseguenza è stata che il carico di lavoro e gli arretrati da smaltire sono aumentati mentre le risorse umane sono rimaste quelle e i tempi di definizione dei processi si sono allungati.

Appare chiaro che il tema delle politiche assunzionali non è indifferente a quello del dimezzamento dei tempi dei processi.

Quello dell'incremento delle risorse negli uffici giudiziari è un tema prioritario anche in questi giorni in cui si parla di riforma della giustizia e, in particolare, della prescrizione.

I detrattori della riforma, voluta dal Guardasigilli e inserita nella legge “Spazzacorrotti”, ritengono che lo stop alla prescrizione dopo la sentenza di primo grado allungherà i tempi dei procedimenti e a farne le spese saranno gli uffici giudiziari.

I sostenitori, reputano che sia giusto preservare il lavoro dei magistrati in primo grado ma giudicano indispensabile che la riforma venga accompagnata da ulteriori misure e, tra queste, c'è l'assunzione di personale qualificato.

Senza entrare nel merito della discussione sulla riforma della prescrizione, che lasciamo volentieri agli addetti ai lavori, è comunque evidente che quando si affronta il tema della giustizia in tutte le sue declinazioni, non si può non tenere conto della necessità di incrementare le risorse umane e materiali.

 4.Le richieste del comitato idonei assistenti giudiziari

Per questo, il Comitato Idonei Assistenti Giudiziari chiede di conoscere le tempistiche della prossime assunzioni, a cominciare dai 400 idonei che, da mesi, sono in attesa.

Il Ministro Bonafede, confermato alla guida di via Arenula, ha ribadito ancora una volta l'obiettivo di una giustizia equa ed efficiente ma un simile risultato si può raggiungere soprattutto con risorse qualificate insieme alla valorizzazione delle professionalità e al riconoscimento del merito. 

 

 

 

 

[1] Comitato Idonei Assistenti Giudiziari

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