Monica Guerritore
Ascoltando i vostri interventi, sto trovando finalmente le risposte a tantissime domande che mi pongo continuamente. Quello che posso dire io, portando il punto di vista della platea, della società civile, è che la complessità e il caos dell’epoca in cui viviamo creano un grande disorientamento nelle persone. Di conseguenza, la risposta più semplicistica che viene offerta, e che rischia di fare breccia, è sempre la stessa: quella dell’uomo solo al comando che dice ”ci penso io, faccio io e vi tolgo il problema”. Questa è la scorciatoia che ci viene propinata.
Ma la cosa fondamentale che voi giornalisti, i costituzionalisti e tutte le persone che si impegneranno da qui alle prossime elezioni dovete fare, è esattamente ciò che ha appena suggerito Gherardo Colombo: riuscire a far percepire il pericolo attraverso le parole giuste. C’è una differenza profonda tra l’analizzare il momento in cui viviamo e il farne percepire l’importanza e la gravità reale. Noi l’analisi la facciamo già tutte le sere, passivamente, guardando i vostri talk show in televisione; ma ciò che dobbiamo trasmettere oggi è la consapevolezza del rischio, la sana paura di quello che potrebbe accadere. Dobbiamo svelare che dietro questa riforma c’è una strategia precisa, una strategia che punta ad arrivare alla donna sola al comando per scavalcare la democrazia parlamentare.
A che cosa deve servire tutto questo? Deve servire a lanciare un messaggio forte ai ragazzi: ”Abbiamo bisogno di voi”. Le forze dell’opposizione, le forze del campo largo, in un modo o nell’altro devono trovare la strada per accogliere e candidare le nuove generazioni, affinché i giovani possano entrare in Parlamento, occupare quei posti e difenderli, senza farsi spazzare via da un premio di maggioranza abnorme e pericoloso. Se i cittadini e i giovani si muoveranno in massa, se saremo in tanti a presidiare le istituzioni, la maggioranza non riuscirà a portare a compimento questo disegno.
Trascrizione non riletta dal relatore

