Giovanni Moschella
Io su due cose vorrei soffermarmi per cercare di essere molto sintetico. Da un lato credo che questo sistema elettorale abbia non solo l’obiettivo di assicurare una maggioranza sicuramente non dovuta a una minoranza, ma nello stesso tempo anche di scardinare alcuni dei profili più importanti del sistema costituzionale, a partire dal ruolo del Presidente della Repubblica nella nomina del Presidente del Consiglio dei Ministri; e nello stesso tempo anche di alterare ulteriormente — ma credo che questo già lo faccia anche l’attuale sistema elettorale — il sistema di una garanzia di rappresentanza, non solo sotto il profilo della rappresentanza politica, ma anche della rappresentanza territoriale.
Un altro aspetto che credo vada sottolineato — ne parlava prima il professore Volpi — è quello di metodo. Vale a dire: noi non possiamo ricorrentemente, alla fine di ogni legislatura — e questo è avvenuto sia da parte delle maggioranze di centrodestra che dalle maggioranze di centrosinistra —, dover affrontare la riforma del sistema elettorale. Quindi io credo che già la vicenda del referendum costituzionale sull’ordinamento giudiziario ci abbia dato certamente un segnale: è importante introdurre un innalzamento dei livelli di garanzia, soprattutto se si adotta un sistema di tipo maggioritario con premio di maggioranza. E questo è un insegnamento — ne parlava prima Massimo Siclari — che molti colleghi di diritto costituzionale segnalarono al momento dell’introduzione del Mattarellum: perché se si adotta un sistema di tipo maggioritario, i quorum previsti dalla Costituzione non sono più sufficienti a garantire i livelli e gli organi di garanzia.
L’altro aspetto altrettanto importante — tra l’altro in un recentissimo articolo lo richiamava Antonio Ruggeri — è la necessità di prevedere per la riforma elettorale l’introduzione di un quorum di maggioranza qualificata, in modo tale che, sotto questo profilo, forse se si adotteranno questi due meccanismi, un domani non ci troveremo nuovamente a discutere di riforme costituzionali non condivise o di riforme elettorali non condivise. Del resto questa era la ratio che aveva spinto l’Assemblea Costituente ad adottare questo sistema di garanzie costituzionali.
Trascrizione non riletta dal relatore

