ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma
Costituzionalista

Dario Parrini

Credo che noi dobbiamo aver chiaro che il primo rimedio da mettere in campo è una mobilitazione sociale che proceda in parallelo con quella parlamentare e continui con forza dopo che quella parlamentare sarà terminata, se — come noi temiamo — non sarà sufficiente a fermare l’approvazione di questa legge. La mobilitazione sociale che stasera ha avuto una tappa iniziale molto importante, sarà come quella che c’è stata per il referendum sulla giustizia: noi potremo ottenere risultati importanti.

E io credo che la mobilitazione debba essere enorme perché enorme è il pericolo che corriamo, un pericolo di impoverimento della nostra democrazia. Il progetto di riforma elettorale è, come il progetto di riforma Nordio, come il premierato, un tentativo di conquassare gli equilibri costituzionali e democratici del nostro paese. Ed è più pericoloso perché, mentre contro una legge costituzionale esiste il rimedio del referendum preventivo, contro una legge ordinaria con effetti costituzionali il rimedio del referendum preventivo non esiste, e quindi la mobilitazione che è richiesta è superiore.

Credo si debba mettere in evidenza che l’entità del premio è abnorme, che può dare l’onnipotenza parlamentare a chi vince le elezioni e il controllo delle istituzioni di garanzia, a partire dal Presidente della Repubblica. E non è cosa separata dalla sconcezza delle doppie liste bloccate: siccome l’obiettivo è quello dei pieni poteri, per avere i pieni poteri bisogna avere non soltanto tanti parlamentari, ma anche tanti parlamentari che non siano autonomi, ma soldatini.

E credo che su queste due cose si possa trovare un consenso largo nell’opinione pubblica e reincontrare il popolo che abbiamo incontrato nel referendum sulla giustizia; perché di italiani sensibili alla difesa della Costituzione e alle questioni di democrazia ce ne sono tanti, vanno mobilitati. Questo credo sia il nostro dovere a partire dai prossimi giorni, e poi con tutte le iniziative che ha ricordato Volpi e che hanno ricordato altri, con le quali io sono d’accordo.

Anzi, inserisco un rafforzamento, ed è proprio l’ultimissima cosa che dico rispetto alle cose che ha detto Volpi: dovremmo fare, se vinciamo le elezioni, non soltanto la maggioranza qualificata per approvare una norma, non soltanto il referendum preventivo e il ricorso preventivo alla Corte attivabile da una minoranza parlamentare, non soltanto l’innalzamento dei quorum di garanzia, ma noi dobbiamo inserire che una legge elettorale non sia applicabile prima di cinque anni dalla sua entrata in vigore. Così finirebbero tutte le storie.