ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Roberto Zaccaria

Costituzionalista, Avvocato

Ricordo, quando ero presidente della Rai, nominammo il direttore del TG1 e fino a quel momento il direttore del TG1 lo nominava il partito di maggioranza. Segretario era Walter Veltroni e noi nominammo Gad Lerner, e poi io telefonai a Walter Veltroni: «Abbiamo nominato il direttore del TG1». Avevamo capovolto lo schema. Questo è successo, che io ricordi, una volta soltanto. Perché adesso l’amministratore delegato della Rai viene nominato non dal Ministro dell’Economia, ma dal Consiglio dei Ministri presieduto da Giorgia Meloni.

Gad Lerner: Veltroni non gradì.

Non lo so, non lo posso dire se gradì o meno. Però, quello che voglio dire è che in questo momento noi abbiamo una televisione che si chiama... Guardate, la competizione elettorale fatta con le regole dei regimi autoritari e l’informazione fatta con le regole dei regimi autoritari vanno a braccetto. Allora, io cosa devo dirvi? Cito due episodi che mi hanno colpito. Ieri sera ho sentito parlare a In Onda un giornalista che si chiama Sechi, che faceva un cronoprogramma. Ho visto che non c’è stato un entusiasmo, non ho sentito un applauso, ma non importa, magari ci sento male io. Però ha dettato proprio un cronoprogramma in cui diceva: «Se la legge elettorale verrà bocciata, la Meloni si dimette e si sciolgono le Camere». Io ho mandato un messaggio a Telese dicendo: «Puoi ricordare a Sechi che lo scioglimento delle Camere non è di competenza della Meloni?». Ormai l’abitudine alla nuova legge fa sì che anche lo scioglimento sia prerogativa del Presidente del Consiglio. Non è così.

Vi ricordo che dopo il la norma sul bollo auto, hanno approvato nei giorni scorsi in Commissione al Senato la riforma della Rai, che praticamente lascia le cose come stanno: anziché far nominare dal governo, fa nominare dalla maggioranza parlamentare i vertici, e poi porta il canone da 90 a 70. È uguale al bollo auto! Quando c’era Berlusconi, Berlusconi voleva che il canone della Rai fosse alto perché la pubblicità doveva andare a lui.

Però io vorrei poter proiettare solo un’immagine del programma che si chiama Cinque Minuti e che ha preso il posto del Fatto di Enzo Biagi. Ecco, al posto del Fatto di Enzo Biagi c’è un programma di 5 minuti che è condotto da uno che si chiama Bruno Vespa. Vedete, io sono caduto dalla vespa e mi sono infortunato. Ma la Meloni è inciampata su Vespa, perché per fare i 5 minuti, mi pare che abbia tirato fuori Vespa dall’ospedale. E l’immagine della Meloni che pontifica e Vespa che se ne sta con un braccio ingessato e praticamente la faccia tumefatta – peggio della mia di oggi – e beh, devo dire... quella è l’immagine dell’informazione che noi avremo. Questa è la Rai con la quale andiamo alle elezioni. Quindi, io mi auguro che noi riusciamo, attraverso diverse strade, a cambiare la lettura.

Ricordiamoci l’ultimo concetto: è la prima volta che capita che tutti i partiti di centrodestra sono contro la Costituzione. Tutti, tutti! Anche Forza Italia, che ha voluto la riforma della giustizia. Tutti i partiti di centrosinistra sono dalla parte della Costituzione. Quindi, viva Dio! Il nome Costituzione, io credo che dobbiamo prenderlo e tenerlo ben alto, perché anche se la legge viene approvata, anche se perdessimo i ricorsi – cosa che non credo – noi fino alle elezioni dobbiamo andare dicendo che siamo dalla parte della Costituzione. Ci metteremo qui un distintivo: “Dalla parte della Costituzione”.

Trascrizione a cura della redazione non riletta dal relatore

Intervento di Roberto Zaccaria