ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Riccardo Magi

Parlamentare

Mi scuso per non essere lì con voi di persona, ma oggi c’era l’ennesimo voto di fiducia posto da questo Governo che ha un record anche da questo punto di vista, e domani mattina riprende in Commissione affari costituzionali alla Camera l’esame, appunto, della legge elettorale che ci è tornata dal Senato con alcune modifiche.

In generale penso che noi tutti sappiamo che le democrazie possono anche soffocare, possono anche spegnersi, possono morire. E questo avviene di solito per dei processi graduali, avviene perché mancano delle resistenze di tipo costituzionale, di tipo civile. Ma ci sono dei momenti di accelerazione. Io credo che questa legge elettorale segni un momento di accelerazione, di torsione particolarmente forte di tipo antidemocratico, di tipo plebiscitario e di tipo antiparlamentare.

Questo è quello che noi dobbiamo saper spiegare, saper raccontare. Su questo sono molto d’accordo con quanto ha detto in apertura di questa sessione Enrico Grosso e quanto diceva prima Roberto Zaccaria: dobbiamo saper mobilitare i cittadini. Non è solamente una questione di un ordine di priorità sbagliate, quindi accusare politicamente il Governo di voler approvare una legge elettorale anziché pensare ad altre questioni che stanno più a cuore agli elettori. Qui si tratta di una trasformazione dalla quale poi sarebbe difficilissimo tornare indietro. Già la nostra democrazia parlamentare sta messa male per tutti i motivi che sappiamo: l’abuso della decretazione d’urgenza, il collegamento delle questioni di fiducia alla decretazione d’urgenza, il fatto che di fatto c’è un monocameralismo. Questo non era così fino a due legislature fa, c’è una volontà politica alla base di questo, no? Ora si aggiunge una cosa nuova: il Parlamento sarà eletto per trascinamento del leader, della capa o del capo. Questo è il punto, ed è una metamorfosi dalla quale poi sarà – sarebbe – difficilissimo tornare indietro. È una legge – io insisto su questo e non penso di esagerare – collegata con un filo nero alla legge Acerbo, non tanto alla legge truffa. Nel senso che la legge truffa, contro la quale si scagliarono, e l’abbiamo ricordato durante la discussione in Parlamento, Calamandrei, Togliatti, lo stesso Almirante (che dovrebbero rileggere oggi i suoi nipotini) affidava un premio di maggioranza enorme a chi la maggioranza la aveva. Questa legge trasforma la minoranza nel Paese in maggioranza nel Parlamento: è qualcosa di inaccettabile. Perché con questa legge una minoranza organizzata vuole avere una maggioranza schiacciante nei confronti delle altre forze politiche. Questo è inaccettabile.

Non c’è più alcuna cultura politica e costituzionale della limitazione dei poteri. Si offre il capo al voto popolare con una forma plebiscitaria e il Parlamento è un accessorio che viene sostanzialmente per trascinamento nominato. Che che Parlamento volete che poi ci sarà se questa è la sua modalità di elezione?

Quando si fanno delle nuove leggi elettorali o anche quando la legge elettorale rimane quella, si fa però un decreto elettorale e si si maneggiano sempre le norme che regolano come si accede alla competizione elettorale, come si accede alle elezioni. Ci sono sempre dei giochini, spesso sono dei giochini che danno dei privilegi ad alcuni e discriminano altri. Ma mai era avvenuto nella storia quello che è avvenuto in questo caso, cioè mai una riforma in peius così generalizzata al punto da costringere nuove forze politiche, nuove forze sociali che vogliono cimentarsi organizzate con la democrazia elettorale, a raccogliere quasi 500.000 firme, cioè le firme che servono per promuovere un referendum. È una cosa incredibile, è una cosa abominevole. Voi pensate, in questo momento in Parlamento, nella maggioranza, ci sono forze politiche, quella di Noi Moderati di Lupi, che hanno raccolto meno di 300.000 voti alle scorse elezioni. Hanno i gruppi in Camera e Senato grazie anche al prestito di parlamentari eletti con altri partiti. Ecco, le firme necessarie per accedere alla competizione elettorale dovrebbero essere più dei voti che questa forza politica ha raccolto, negando e vietando l’uso della firma digitale certificata, autenticata attraverso SPID, che oggi è una realtà che lo stesso Governo ovviamente riconosce per i referendum e le leggi di iniziativa popolare.

Dobbiamo coinvolgere i cittadini a sostenere l’azione dei ricorsi, azione fondamentale che deve essere messa in campo immediatamente per sollevare la questione di legittimità costituzionale. Ma nel dibattito parlamentare delle prossime ore dobbiamo far emergere con chiarezza nei resoconti quali sono le motivazioni che sono alla base di queste scelte, e in parte sono già emerse la scorsa settimana. I relatori in maniera pacifica, serafica, mi verrebbe da dire, hanno ammesso che la motivazione di queste norme discriminatorie sta nel fatto che loro non possono consentire che ci siano più liste nel centrosinistra che potrebbero contribuire al fatto che il centrosinistra si aggiudica il premio anziché il centrodestra. L’hanno detto chiaramente.

Quindi non è un impegno ordinario, è un impegno straordinario: siamo di fronte a una torsione antidemocratica, plebiscitaria, autoritaria che può segnare una stretta notevole rispetto alla nostra democrazia.

Trascrizione a cura della redazione non riletta dal relatore

Intervento di Riccardo Magi