Primo Minelli
Noi questa mattina abbiamo inviato una lettera a tutti i parlamentari dell’opposizione, una lettera a firma della presidenza nazionale dell’ANPI, per segnalare la pericolosità di questa legge, motivandola: siamo di fronte a un problema di emergenza democratica, perché questa legge non è semplicemente una legge ordinaria, questa è una legge che scardina la struttura della Carta costituzionale nata dalla Resistenza. Una legge elettorale fatta da uomini e da donne che la Resistenza e la Costituzione non l’hanno mai votata, non l’hanno mai difesa, anzi l’hanno sempre osteggiata.
Questa lettera dice un po’ così: guardate che siamo di fronte ad una pericolosità che si potrebbe tradurre in due o tre battute.
La prima: quando il presidente della Repubblica Mattarella dice espressamente nel bel mezzo della discussione sulla legge parlamentare che la minoranza è il cuore del sistema democratico e va tutelata, questa legge, invece, è una legge che sostanzialmente annulla tutto il sistema delle minoranze, non solo quelle politiche, ma anche gli organi di garanzia. Adesso perfino l’ISTAT viene messo nel mirino di questo governo perché non risponde alle decisioni del Governo. E questo sta succedendo in tutti gli organismi di controllo che ci sono nel nostro nel nostro paese. E guardate che toccare il sistema delle garanzie costituzionali e istituzionali significa davvero introdurre una zeppa all’interno del sistema democratico. Ecco perché abbiamo la necessità di gridare con forza che questa legge è pericolosa, non è la legge Acerbo ma ci assomiglia molto. La lettera che abbiamo inviato è anche per dire ai parlamentari di non arrendersi di fronte a quello che sta succedendo.
Ci sarà una seconda lettura con voto segreto e dentro lì si può scardinare un disegno politico terribile. Loro non hanno in mente solo di garantirsi il futuro governo per i prossimi 5 anni, loro hanno in mente tante altre cose. Questo attacco che inizia silenziosamente e in alcuni casi anche sguaiatamente nei confronti del presidente della Repubblica, è il segnale di cosa hanno in mente. Quando immaginano di vincere le prossime elezioni con questa legge e di avere un presidente della Repubblica di destra, scardinano fondamentalmente il sistema costituzionale, poiché il nostro sistema costituzionale dà al presidente della Repubblica la il compito di essere garante del sistema democratico e garante dell’insieme del paese. Immaginare un presidente della Repubblica di destra, e non oso pensare ad un presidente come Ignazio La Russa, Guardate che Ignazio La Russa che da presidente del Senato, organo di garanzia, interviene a gamba tesa a dire la sua sul futuro sindaco di Milano o più in generale sulla discussione politica. È uno scardinamento del sistema costituzionale che questa legge potrebbe introdurre in; modo pesante.
Noi, giustamente, abbiamo fatto la battaglia referendaria contro la cosidetta riforma della magistratura, abbiamo fatto e faremo iniziative di altra natura per difendere la Costituzione, ma il problema nostro è quello di applicare la Carta. Per difendere e applicare la Costituzione dobbiamo modificare il quadro politico esistente guardando al centro-sinistra. C’è preoccupazione nelle nostre sezioni ANPI, che sono tante e sono un presidio democratico numericamente significativo, a Milano abbiamo circa 14.000 iscritti, e 124 sezioni, quando ci andiamo sentiamo nel nostro corpo associativo le preoccupazione per quello che sta succedendo e ci dicono una cosa, la dico un po’ come si diceva una volta in casa del popolo ridendo e scherzando tra compagni, se non fate l’accordo sul programma e sui leader per mandare a casa questo Governo veniamo coi forconi sotto casa. E' una battuta un po’ volgare, per dire che cosa? Per dire che non possiamo limitarci a battaglia di opposizione contro questa legge, ma dobbiamo guardare avanti per togliere a questa destra, che ha le radici nel Movimento Sociale Italiano, la possibilità di riandare al governo.
Trascrizione corretta dal relatore
