Maurizio Acerbo
Siamo di fronte a un’emergenza democratica. C’è bisogno di moltiplicare le iniziative come questa e ringrazio chi l’ha promossa, perché credo che deve diventare sentimento comune nel paese – e dobbiamo farlo tutti insieme – che siamo di fronte a una svolta autoritaria pericolosissima promossa dagli eredi del fascismo, della loggia P2, di tutto ciò che di estraneo alla carta costituzionale ha prodotto la storia di questo paese.
Sono francamente molto stanco del fatto che persino un vigile urbano se fa la multa a un esponente della destra diventa comunista. Mentre i fascisti o gli eredi del fascismo o comunque quelli che non si sono mai dichiarati antifascisti gli si consente di fare tutto. Anzi, se lo fai notare, non sei politically correct, stai esagerando.
Diciamo le cose come stanno. Questo è un golpe elettorale, un golpe istituzionale, attraverso la legge elettorale stravolgono la Costituzione. Io me ne intendo perché di cognome porto il cognome Acerbo, quindi fin dalle scuole elementari sono stato martirizzato e anche questa sera devo precisare che durante il fascismo mio nonno era socialista e antifascista e faceva il muratore. Però, siccome me ne intendo, dico che noi siamo di fronte nel metodo e nel merito a un attacco antidemocratico che tra l’altro, come già sottolineavano i nostri antenati nella battaglia contro la legge truffa, è anche contro i diritti della stessa maggioranza nel momento in cui Giorgia Meloni la ricatta e dice al parlamento o votate questa cosa oppure vi rimando a casa tutti quanti al voto.
Consentitemi di segnalare un punto in particolare, che è quello con cui Giorgia Meloni e i suoi con un emendamento di Fratelli d’Italia hanno deciso che la lista di Rifondazione Comunista, ma di tanti altri che oggi non sono in parlamento, non possa presentarsi alle elezioni. Qui non c’è un dibattito tra di noi da tanti anni, abbiamo fatto anche la nostra festa con Roberto sulle soglie di sbarramento, noi siamo sostenitori della legge che fu votata all’Assemblea Costituente, stiamo per tornare a quella legge elettorale, ma tra noi democratici discutiamone eccetera. Qui c’è qualcosa in più: loro decidono che chi non è in parlamento non si può presentare alle elezioni. Ora, passare da 1.500 firme a 6-7.000 è Tra l’altro, se venisse imposto a tutti i partiti non basterebbero gli italiani per presentare le liste.
Ora, io lo segnalo perché il partito di Giorgia Meloni quando è nato è la dimostrazione che è una cosa sbagliata. Giorgia Meloni che oggi guida, ahimè, il primo partito, almeno secondo i risultati del 2022 e dei sondaggi, si presentò con un partito che prese l’uno virgola qualcosa nel 2013 e raccolse 40.000 firme dimostrando che può accadere che una proposta politica poi cresca nel paese. Fare una legge per cui si blinda e impedisce, badate bene, è una legge contro la possibilità che il campo largo si allarghi ad altre forze, come io auspico, in un fronte costituzionale che unisca tutte le formazioni che si riconoscono nella carta costituzionale per cacciare questo governo. Concludo dicendo: io lo auspico perché credo che la minaccia sia vera, non sia una cosa che diciamo in maniera agitatoria e se lo posso dire a tutti i partiti dell’opposizione, drammatizziamola questa minaccia, perché se abbiamo vinto il referendum sulla giustizia si è vinto perché a un certo punto le persone hanno capito che c’era in pericolo qualcosa di importante e le prossime elezioni con questa destra fascistoide sono un momento, soprattutto se ci si andrà con questa legge, di pericolosità estrema. Quindi viva i ricorsi, lavoriamoci tutti insieme, massima collaborazione e io spero che ci sia anche la questione delle firme, massima mobilitazione del paese, fate anche le risse, io non posso farla per voi in parlamento come facevano Paietta e Pertini, vedete un po’, Gianni ha uno stile che che sa colpire con parole dolci ma molto precise, Peppe da napoletano farà quello che ognuno faccia quello che si può, ma facciamone una grande battaglia per la democrazia. Grazie per questa assemblea e cerchiamo di vincerla questa lotta.
Trascrizione a cura della redazione non riletta dal relatore
