ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma

Massimo Giannini

Giornalista, Scrittore

Lascio le valutazioni di ordine giuridico-costituzionale agli insigni professori che sono qui su questo palco e che verranno dopo di me. Io ragiono solo in termini politici.

Il nostro blocco si chiama “Lo stato dell’arte”, e lo stato dell’arte dice che Meloni è molto coerente. Perché tendiamo a dimenticarlo, ma il missile a due stadi che era il premierato fin dal momento in cui fu presentato prevedeva già, collegata, una legge elettorale che all’articolo 8 diceva: “Entra in vigore dopo il primo scioglimento delle Camere successivo all’entrata in vigore delle nuove regole elettorali”, per l’appunto. Ma all’articolo 5 scriveva testualmente che l’elezione del premier comporterà un premio che garantisca una maggioranza di seggi in ciascuna Camera alle liste e ai candidati collegati al presidente eletto. Beh, qui c’era già tutto. Si è poi dovuta rassegnare al fatto che il premierato non è andato avanti, ma era già chiaro l’intento: bisognava costruire in Italia la capocrazia, con rappresentanti non della nazione, ma direttamente riferiti, perché collegati, al capo del governo. E questo è non è stato per via del premierato, ma ora rischia di essere per via della riforma elettorale.

Lo stato dell’arte dice che questa riforma passerà. Io non faccio previsioni, eh non sono Nostradamus, ma sono convinto che questa legge passerà in Parlamento. Ci sono voti di fiducia, ci sono eh incognite e possibili rischi. Tuttavia, sono convinto che Meloni la porta a casa, perché Giorgia Meloni, per quello che la conosco, è abituata a concepire i rapporti in termini di rapporti di forza. E quando c’è una prova di forza, lei la vuole vincere. Per cui, io sono convinto che la porterà a casa. E questo ovviamente ci deve preoccupare tutti. E arrivo al terzo stato dell’arte, che ci dice purtroppo che il campo largo è a pezzi.

Allora, noi arriviamo, lo ricordavi tu, Peter, per fortuna, dal successo clamoroso del 22-23 marzo, che è stata un’occasione formidabile. 15 milioni di italiani che dicono: «No, caro governo, la Costituzione è la casa di tutti gli italiani e tu non la prendi a picconate a tuo piacimento». Da quel momento in poi, che avrebbe potuto rappresentare la spinta fondamentale per tutto quel che ne seguiva, l’opposizione l’abbiamo un po’ persa di vista. Ancora oggi sono passati 6 mesi e Elly Schlein dice che questa è la settimana decisiva per il programma. Giuseppe Conte risponde: «Se non passano le misure approvate da Nova, io torno a fare l’avvocato».

Allora, concludo dicendo questo: Piero Calamandrei, grande padre costituente, in un discorso storico, 4 marzo 1947, dice testualmente: «Quando sono in campo la Costituzione e le regole del gioco, i banchi del governo devono restare vuoti». Bene, in questo in questa legislatura, in questo frangente, su questa legge elettorale i banchi del governo sono pienissimi e li guida la sciamana. Quelli che sono mezzi vuoti, purtroppo, sono i banchi dell’opposizione. E allora noi qui oggi siamo qui anche per dire all’opposizione: datevi una svegliata perché io Ignazio La Russa o la stessa Giorgia Meloni al Quirinale tra due anni non la voglio vedere.

Trascrizione corretta dal relatore

Intervento di Massimo Giannini