Francesca Biondi
Questa sessione è dedicata a "Legge Costituzionale e garanzie costituzionali", quindi voi forse vi aspettate che io parli dei ricorsi alla Corte Costituzionale che arriveranno e dei problemi di costituzionalità che noi abbiamo evidenziato in audizione, in vari interventi, e che sono tantissimi.
Io però vorrei usare i miei tre minuti per affrontare una questione di fondo, e cioè che questo sistema, a mio avviso, rischia di alterare inutilmente il modello costituzionale. Questo è il problema, al di là dei tecnicismi. Quello proposto è un sistema proporzionale con premio di maggioranza e con indicazione del premier ed è un sistema che, a mio avviso, non è coerente con la forma di governo parlamentare adottata nel '48.
La nostra Costituzione mette al centro del sistema istituzionale il Parlamento e la rappresentazione del pluralismo politico, cioè dei partiti e quello che dovrebbero rappresentare. Non chiede una competizione tra i leader. L’ultima cosa che volevano i costituenti era una personalizzazione della competizione politica. Avevamo già avuto esperienze negative di questo tipo.
E, invece, questo sistema elettorale spinge verso una competizione tra personalità, non tra proposte. Si vuole assicurare una maggioranza numerica al candidato alla Presidenza del Consiglio. Allora, come è stato già detto prima di me, io non credo che possiamo accettare che quello che non si è riusciti a ottenere con una riforma costituzionale del premierato possa essere recuperato cambiando la legge elettorale.
Viene obiettato, ed è stato ricordato anche prima, che bisogna garantire la stabilità. Ai cittadini spesso si sente dire “Noi vogliamo sapere chi ha vinto la sera stessa delle elezioni. Bisogna assicurare un governo. La stabilità è un valore.” Ecco, io mi metto anche in questa prospettiva.
E però chiedo: questo è un sistema elettorale che favorisce la costruzione di una proposta politica comune e coerente? Secondo me, no, perché è un sistema elettorale che induce i partiti a coalizzarsi solo per convenienza. Siccome i seggi verranno attribuiti sulla base del consenso che ciascun partito otterrà di fronte agli elettori, già ci stiamo accorgendo come la competizione non sia tanto tra proposte politiche, ma tra partiti all’interno della stessa coalizione.
A chi vuole trasformare la forma di governo parlamentare in vista di una presunta stabilità, chiedo allora: è utile una stabilità tra coalizioni che al loro interno non hanno la capacità di portare a termine ciò che propongono?
Trascrizione corretta dalla relatrice
