ISSN: 2974-9999
Registrazione: 5 maggio 2023 n. 68
presso il Tribunale di Roma
AUTORE

Vittorio Fanchiotti

Professore Onorario dal 2020, è stato professore associato dal 1985 e poi ordinario fino al 2019 di Diritto processuale penale presso l’Università di Genova.

Nel 1980 presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia della stessa Università ha conseguito il Diploma

di specializzazione in Criminologia Clinica.

Dal 1977 al 2004 è stato componente del Tribunale di Sorveglianza di Genova, funzione che è tornato a svolgere dal 2014 al 2016.

Nel 1984/85, con borsa di studio del C.N.R. ha svolto attività di ricerca a Chicago, Illinois, presso la

De Paul University e la University of Chicago.

Nel 1989 nell’ambito del programma di scambio con l’Ohio State University (USA) ha svolto un ciclo di lezioni alla Law School della stessa Università a Columbus, Ohio.

Nel 1998, come membro della Delegazione italiana, ha partecipato alla Conferenza diplomatica dell’O.N.U. per l’istituzione di una Corte penale internazionale.

Dal 1998 al 2000 è stato Legal Adviser dell’Ambasciata d’Italia presso l’ONU e membro della Preparatory Commission con sede a New York (N.Y.) incaricata di redigere le Rules of Procedure and Evidence della suddetta Corte.

Dal 1999 al 2001 è stato membro della Commissione per la riforma del libro XI del c.p.p. istituita presso il Ministero della Giustizia.

Nel 2005, su incarico della Commissione Europea, ha partecipato all’Identification Mission per l’istituzione di una Law School sino-europea a Pechino, PRC, successivamente istituita.

Ha scritto alcune monografie, ultima delle quali La giustizia penale statunitense. Procedure v. Antiprocedure, Torino, 2022, voci su enciclopedie, capitoli e curatele di volumi collettanei e una sessantina di articoli su riviste giuridiche.

C’è ancora tempo per scrivere NO? Costituzione e Carte dei diritti fondamentali
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Un’analisi del quesito referendario, partendo dalle tappe di un dibattito che ha visto protagonista il professor Paolo Ferrua
Il Professore, pur dichiarandosi strenuo sostenitore del rito accusatorio, cui riconnette necessariamente l’esigenza di separare la carriera dei giudici da quella dei p.m., ammette che, una volta “tradito” il rito in questione, risulta difficile “onorare” con un “sì” la separazione delle carriere. Sceglierebbe, allora, a malincuore, la scheda bianca…